“Attraverso l’esperienza della scoperta del fuoco, presentato come amico e al tempo stesso, traditore, sin dalle prime pagine emerge tutta la forza di questo rapporto basato sulle dinamiche di un percorso di amore, tradimento e perdono.”

Una bella recensione de Il piccolo libro del fuoco su “Gli occhi di Sedna”, il blog della scrittrice Giuseppina De Marco.

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Certe sere ci chiama, con voce più forte del solito.
Il tramonto si è estinto da poco. Dalla schiena delle colline si innalza un bagliore d’argento. Ha l’eleganza antica di un inno sacro, ma anche la seduzione di un sogno. La terra e il cielo si uniscono in attesa.
E finalmente sorge. Stanotte è splendida. La Luna ha scelto di vestirsi d’oro, dimenticando il suo pallore proverbiale. Le nubi non riescono a nasconderla, i loro veli non fanno che renderla più bella.
Il disco è pieno, e pare enorme, come se riempisse con la sua presenza il cielo intero.
Il mio cammino, intanto, diventa sempre più difficile. Il passo incespica. Non perché sia buio: anzi, la Luna riverbera in ogni roccia del sentiero, e fra le foglie dei carpini e dei roveri. Ma l’occhio non riesce a concentrarsi sulla strada, torna a incantarsi in alto. Avanzo come un sonnambulo, innamorato di un miraggio.

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Il mondo e me stesso

“Prima di cambiare il mondo, cambia te stesso”. Un principio che non è sbagliato, se non diventa uno slogan, o ancor peggio se non diventa una scusa: la parola d’ordine di un escapismo interiore – un in-capismo, se vogliamo – che sostituisce l’azione concreta con un lavoro su di sè che alla fine non produce nulla. Leggi tutto “Il mondo e me stesso”

L’irrinunciabile

“Comunque la gente non è disposta a rinunciarci” – si sente spesso questa formula, come una pietra tombale sul discorso, quando si parla di limitare tecnologie o innovazioni il cui utilizzo su ampia scala porta a ripercussioni anche gravi sul piano sociale, culturale o ecologico (o come spesso accade, su tutti e tre questi piani).
“La gente non è disposta a rinunciarci” e il corollario è “…e un motivo ci sarà”. Come a sottintendere che l’idea stessa di ridurre l’uso quotidiano e personale di chessò, smartphone o automobili, sia di per sè una forma di oscurantismo, una mentalità retrograda che mira a togliere agli altri una sorta di diritto acquisito ma ormai fondamentale.

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Intervista su La Chiave di Sophia

“Per secoli, l’essere umano si è comportato come un piccolo despota, comandando sul territorio con pretese assolutiste. In quest’ottica perversa, ogni cosa è o una risorsa, o un ostacolo. Animali e piante, boschi, fiumi, montagne: ciò che non poteva essere usato, andava tolto di mezzo. È un regno miope, perché ben presto si rivela insostenibile; la sua economia lo porta per forza al collasso. Ma prima ancora, è un modo d’essere colmo di bruttezza, perché isola l’uomo in un delirio di onnipotenza, tagliandolo dal resto del mondo e condannandolo a un isolamento che in ultima analisi priva la vita di senso.  Alla fine, è l’uomo stesso a soccombere, avvelenato dalla sua avidità: ben lontano da essere un re, diventa egli stesso merce della propria economia scellerata – anch’esso, o risorsa o scarto di un sistema.”

Sul sito di “La Chiave di Sophia” trovate una mia approfondita intervista su natura, fuochi e simbologia, a cura di Giorgia Favero.

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Prima dell’alba

Non sai ancora di esser libero.
Reciti il tuo lavoro, l’affitto a fine mese, le multe, le vacanze, il traffico. Non c’è nulla di male, però ti sei scordato di essere un attore.
È come un sogno dentro un sogno – forse ne riderai, dopo il risveglio.

(Immagine: Franz Wacik)

L’uomo grigio

immagine:  Viktor Anatol'evich Travin

Le fiabe usavano come spauracchio “l’uomo nero” – ma a me fa più paura quello grigio. L’anima spenta, lo sguardo di calcare, sorriso solo per dovere. Morale burocratica, sogni prefabbricati, la società sonnambula.
Sono di certo vittime di un mondo che già dal primo giorno tenta di soffocarli; però non manca un po’ di colpa in questa resa, nel loro farsi complici e ingranaggi. E’ un grigio contagioso, che cerca di inglobare il mondo intero dentro la grande macchina della rassegnazione.
E così ondeggio fra compassione e rabbia; fra l’egoismo malcelato di voler salvare gli altri, e quello più sincero di fuggire, di mettersi al riparo.

(immagine: Viktor Anatol’evich Travin, 1988)

Il piccolo libro del fuoco

Il 10 giugno 2022 Il piccolo libro del fuoco fa il suo debutto nelle librerie! E’ il mio nuovo libro, dedicato alla simbologia dell’elemento fuoco, declinata nei riti e nelle mitologie dell’antichità, ma rapportata ai piccoli e grandi eventi dell’attualità: incendi, esplosioni, paure nucleari e riscaldamenti globali…

Il libro è riccamente illustrato, e le stampe sono così vive che sembrano prender fuoco.  Si muove in bilico fra la ricerca e la profezia, abbandonandosi a volte a un delirio febbricitante, com’è giusto che sia quando si parla delle fiamme. Ne parleremo abbondantemente, ma intanto qui trovate la scheda sul sito della casa editrice:

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